Cari affezionati miei non-lettori, questa volta il Gattopuzzo vi ha dovuto abbandonare per un po', essendo stato dislocato per lavoro in quel di Frankfurt-Au-Main, Cruccolandia.
Vi parrà strano, ma un giramondo di prima classe quale io mi pregio di essere, mai aveva calcato il suolo di Alemandia, peraltro ben noto alla mia signora, che si picca invece (a ragione) di loquire un tedesco perfetto, frutto di lunga permanenza in una vita precedente.
Causa stanchezza post week end sarò insolitamente telegrafico e andrò subito al sodo: chi pensa che certi popoli stiano meglio di noi in quanto a cartacce per terra e più in generale decoro urbano, educazione stradale (leggi: macchine parcheggiate nei parcheggi e non in mezzo alla strada, pedoni lasciati attraversare senza tema di essere spalmati sulle ruote dei SUV) per maggiori e più arcigni controlli, si può mettere l'anima in pace. In tre giorni, che sono pochi ma comunque qualcosa sono, non ho visto non dico una carta per terra, ma nemmeno una cicca; parcheggi sul marciapiede, uno solo in estrema periferia; pedoni agonizzanti dopo arrotamento, nessuno. E, quel che più conta, non ho visto un poliziotto e neppure un vigile, mai da nessuna parte. E di cestini per l'immondizia ce ne erano quanti a Roma, anzi, forse di meno. Allora, come la mettiamo? Non sarà che questo nostro invocare il Grande Fratello (e di questi tempi pure il Grande Inquisitore) contro le orde di malfattori e di invasori che minacciano il sacro suolo patrio sia niente di più che l'ennesimo alibi creato dalla nsotra cattiva coscienza di sudditi che mai e poi mai impareranno a essere cittadini?
Con l'iniziale maiuscola, perché la speciazione si è fermata ad un solo esemplare, e quindi il nome della specie è anche nome proprio. Il Gattopuzzo è un animale un po' puzzola e un po' faina, una creatura dei boschi che si è urbanizzata. Uno spirito vagabondo che potreste incontrare, a vostra insaputa, in un bar o per la strada, a Roma come a Delhi. Sa mimetizzarsi molto bene nell'ambiente urbano, ma in fondo all'anima rimane uno spirito selvatico. Unico segno distintivo: il pelo grigio.
domenica 8 giugno 2008
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