Vabbè, orsù miei prodi, insomma... inventiamoci qualcosa, non fosse che per l'audience... Ecco, ho trovato: cosa leggiamo in spiaggia?
Io, come tutti i velleitari, metto ogni anno in borsa Dostoevskij, Severino, Joice, Proust, illudendomi che sia la spiaggia il posto dove recuperarare la crassa ignoranza accumulata in gioventù. E puntualmente naufrago sui romanzi Urania, su Dan Brown e compagnia.
In cerca di una giusta via di mezzo tra lo sciamannato e l'impegnato, l'anno scorso ho scoperto Gianrico Carofiglio, giallista filosofico, giudice di professione.

Il passato è una terra straniera non ha solo un titolo bellissimo, ma è dostoevskijano nello sviluppo della storia e nella profilazione dei personaggi, tutti torbidi, nessuno innocente, eppure tutti scolpiti, tutti profondi, ciascuno con le sue proprie ragioni. Alcuni con un ruolo quasi metafisico, come l'insondabile Francesco, il demone corrotto e corruttore, il ladro dannato di innocenza e di gioventù.
Ragionevoli dubbi è stato invece il mio primo incontro con l'avvocato Guido Guerrieri, trasparente alter ego dello scrittore, quarantenne viscerale e per questo nostalgico di immagini e suoni che sono gli stessi che hanno segnato la mia adolescenza, come la sua. Insomma, una folgorazione.

L'avvocato Guerrieri è un don Chisciotte, un classico del legal thriller, e però che bel classico! Carofiglio lo sviluppa proprio bene, questo avvocato sempre roso dal dubbio esistenziale prima che professionale, sempre tentato dalla strada più facile e però inesorabilmente sospinto dai suoi demoni su quella meno frequentata, e più interessante. Avvincente la storia, e avvincenti anche le riflessioni filosofico-epistemologiche sulla verità giudiziaria, che è verità di senso statistico e di senso comune, è massima verosimiglianza e ragionevolezza che non può pretendere di ascendere alla sfera dell'assoluto. Come nulla lo può, su questa terra.
Non ha scritto molto, Carofiglio, e spero anzi che il suo nuovo mestiere di deputato del PD non sottragga troppo tempo alla sua penna, che sicuramente genera esiti infinitamente più interessanti degli atti parlamentari di questo triste finale di partita della nostra storia democratica.
E comunque gli altri tre libri me li tengo per una altro momento di crisi bloggistico-creativa, mica me li posso sparare subito tutti e cinque e poi non so che scrivere a ferragosto, no?
Buona estate a tutti!
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