sabato 21 marzo 2009

Sul carattere nazionale degli italiani (brutta gente)

Alla fine li hanno trovati, pare. Gli stupratori veri, quelli della Caffarella, che il DNA - prova di nuovo "inoppugnabile" secondo gli stessi giornali che una quindicina di giorni fa si affannavano a smontare il mito della "prova regina" - inchioda senza possibilità di errore.
Resta il fatto che abbiamo definitivamente sancito il nuovo principio giuridico secondo cui chi è accusato di un reato deve essere ritenuto colpevole ed essere lui a dimostrare la propria innocenza, se è straniero, povero e con una brutta faccia; altrimenti resta in galera, anzi: ci resta anche dopo che la sua innocenza è stata dimostrata, dato che non risulta che i due rumeni Loyos e Racz siano stati liberati. E Loyos il Brutto rimane anche sotto accusa per lo stupro di Primavalle, benché anche in quel caso il DNA - che in quell'occasione non è che sia stato trovato diverso: non è stato proprio trovato - lo scagioni, e lo scagioni pure il riconoscimento della presunta vittima, che prima si è detta sicura e poi ci ha ripensato. E quanto valgano, i riconoscimenti fatti da persone traumatizzate e sotto pressione, lo dimostra proprio la sicurezza esibita dai due fidanzatini della Caffarella. Mi sa che il DNA dei rumeni è infallibile a corrente alternata, dipendendo l'infallibilità da quello che ci si vuole dimostrare, con questa magica molecola.
Mi piacerebbe davvero sapere dove sono, in questa vicenda, i pasdaran del garantismo di casa nostra, quelli che si sono stracciati le vesti per Del Turco, per tutti innocente a prescidere, al punto tale che ormai i giornali non parlano nemmeno più di cosa è accusato, ma solo del fatto che l'hanno messo in galera; ingiustamente, è chiaro. O quelli che hanno fatto le barricate per Storace, che spiava gli avversari politici con i mezzi della regione Lazio che amministrava e che invece di andarsene a casa come Nixon (per chi non lo sapesse, lo scandalo Watergate esattamente questo era: spionaggio ai danni degli avversari politici) è diventato prima ministro e poi senatore. E che dire del mitico Totò Cuffaro, "Vasa Vasa", il presidente di regione che porta le paste in tribunale perché l'hanno condannato "solo" a cinque anni, invece che a quindici o a venti? Pure lui senatore, mantenuto principescamente da noi e difeso da tre quarti di Sicilia.
E' comprensibile, certo: un conto è dare e prendere bustarelle, un conto manifestare inequivocabilmente la tua essenza di mostro con un reato rivoltante come lo stupro. Tanto rivoltante da rimanerti attaccato addosso, una volta che ti hanno accusato, anche se non sei stato tu: in fondo, la faccia da stupratore ce l'hai, sei pure rumeno, che vuoi? Marcisci in galera, che tanto qualche cosa l'hai fatta, non venire a dire di no.
Poi, sì, capita che per esserti messo in tasca i soldi con cui avresti dovuto aprire un reparto di rianimazione la gente schiatti, o che per aver chiuso tutti e due gli occhi su un sito di smaltimento illegale di rifiuti tossici qualche bambino si ammali di tumore - l'Italia è campione di tutto l'Occidente per tasso di incremento dei tumori infantili, in diminuzione ovunque tranne che da noi - ma vuoi mettere con uno stupro? In fondo hai fatto anche del bene, no? Hai messo in moto appalti, fatto girare soldi, dato lavoro a padri di famiglia. A degli incapaci che hanno fatto ancora più danni delle tue bustarelle, qualcuno dice? Ma via, chi è senza peccato scagli la prima pietra: dove sono, in Italia, tutte queste persone capaci? Se avessimo fatto un concorso sarebbero entrati comunque altri incapaci, tanto si sa, la scuola è quella che è e i ragazzi di oggi di fare sacrifici non hanno più voglia, ma poi mettono su famiglia anche loro e devono pur lavorare e campare, sono pur sempre figli nostri, o no? Lo sappiamo, l'Italia è questa, ha sempre funzionato così, non si può cambiare.
Ho torto? Temo di no: questa è l'indecente, ottusa, puzzolente spazzatura che costituisce ormai il "carattere nazionale" italiano, tanto per usare un concetto comprensibile a questa massa ululante e critpofascista che è diventato quello che una volta tentò di essere un popolo. Del resto, se è considerato lecito parlare di carattere nazionale per i rumeni, che avrebbero "lo stupro nel DNA", come ha annotato con autentico zelo scientifico uno dei nostri politici più in vista, perché non usare questa categoria anche per inquadrare l'idiozia malvagia ostentata senza più pudore dalla maggior parte degli abitanti di questo paese?
Se rinasco elefante, dotato di quella memoria proverbiale di cui tanto avremmo bisogno tutti, voglio tenere a mente e nel cuore le sensazioni buie di questi anni, in cui tanto è evidente lo scivolamento verso un'amoralità che in passato ha provocato catastrofi. Se la coscienza non si ribella davanti alle aggressioni fisiche alle minoranze, alla polizia che picchia gli studenti e difende i provocatori fascisti (ormai è la regola, è successo a Piazza Navona, a Roma, e più recentemente a Bergamo, per non parlare del G8 di Genova di qualche anno fa), vuol dire che la coscienza se ne è andata a dormire. Se credessi in un Dio pregherei perché ci salvi da quello che sta per arrivare. Che per molti invece non arriverà. Chiaro che lo spero anch'io, che non arrivi, ma i segnali mi sembrano poco equivocabili.

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