E che è successo? Mica la gente si sarà improvvisamente accorta della profondità, dello spessore, della incommensurabile lucidità e preveggenza del puzzopensiero?
Beh, un po’ mi sento lusingato, lo ammetto, per un attimo sogno un miracolo del passaparola, e folle oceaniche che si accalcano alle porte (strettissime) del server blogger con la bava alla bocca del mouse, per gustare caldo caldo l’ultimo post appena sfornato…
E allora andiamo a vedere cosa può aver attirato questa piccola folla – si diventa subito furbi, eh? Fai ventiquattro contatti e subito sei pronto a scrivere di quello che la gente vuole leggere, invece che di ciò che ti pare importante.
Insomma, apriamo ShinyStat e leggiamo insieme:
(Fateci click sopra, sennò non si legge una mazza)
Bene, non mi leggono solo i parenti stretti, gli amici pietosi e quelli condotti per un orecchio da quella santa donna della mia cucciolotta: giungono a me turbe di viaggiatori dai motori di ricerca!
Vediamo, allora, vediamo quali chiavi di ricerca usano, ma così, eh, tanto per capire quali post sono stati più apprezzati, non sia mai che mi metto pure io a rincorrere l’audience!
E ancora viene in soccorso ShinyStat, il mitico motore delle statistiche, ed ecco, finalmente so!
Leggete sotto, e saprete anche voi:
(Fate click pure qui, sennò del senso del post davvero non capirete una ceppa)
Insomma, uno non è che pensa di essere la reincarnazione di Gramsci né il clone di Pavese o di Kant, e neppure – un po’ più modestamente - il figlio incognito di Gianni Brera; lo so da solo di essere un bischero* un tantino rompicoglioni (un vecchio amico mi chiamava Brontolo), per cui risparmiatevi pure la sghignazzata. Però, ammetterete, e che cazzo (questa aumenta i contatti, sono sicuro): è quasi un anno che mi scervello per cercare di rendere intelligibili prima di tutto a me, e poi si spera a qualcun altro, pulsioni socioemozionali talmente incasinate da mettere a durissima prova il mio povero lessico, e questo è il risultato? Cioè, odiens al massimo per aver messo un post con il fotomontaggio di uno con una minchia al posto della testa (un essere mitologico con il corpo di uomo e la testa di cazzo, che non è mai stato raro nell’Olimpo variegatissimo dei tipi umani), oltre che un altro post forse spiritosetto e forse no, in cui parlavo di una vecchia fiamma in divisa da vigila? E’ deprimente, lo ammetterete.
E vabbè, alla fine abbiamo capito: da oggi si cambia registro comunicativo, e allora vediamo se ci verrete, a leggere le perle del puzzopensiero, brutta banda di stronzi (questa fa almeno tre contatti).
Del resto, siamo pur sempre i sudditi di quel tizio che oggi si è fatto cazziare da Sua Maestà Britannica perché era rumoroso e cafoncello anzichenò, e chi sono io per permettermi di deviare dai suoi sacri precetti comportamentali?
Alla prossima, cazzo cazzo cazzo culo tette figa figa figa tette figa…
* dicesi bischero - sostantivo maschile usato soprattutto in Toscana quale sinonimo di coglione, cazzone et similia - un soggetto poco furbo, e anzi incline a porre in essere azioni che, dovendo in teoria favorirlo, in realtà lo danneggiano assai, come quei che il cetriol nel posteriore apprende, per dirla con le parole del sommo poeta. L'appellativo era in origine un cognome, la sostantivazione derivando dal fatto che esso era posseduto da una nobilissima famiglia fiorentina che, richiesta dalla municipalità di cedere a prezzo di mercato un proprio terreno per ragioni di pubblica utilità, si rifiutò e se lo vide così espropriare gratis et amore dei, guadagnandosi però così imperitura fama, seppur celata nei meandri del dialetto.
Questa proprio non la sapevate, eh?
Nessun commento:
Posta un commento