giovedì 25 giugno 2009

Incazzatura in salsa leghista


Quando la Lega nacque ero giovanissimo e talmente pieno di ideali da provare ripugnanza genuina per tutto quel loro parlare di schei. Adesso provo ripugnanza lo stesso, ma lo so che quello strano sono io, in un paese che agli ideali ha abdicato in modo clamoroso e totale da parecchi decenni. Certo, quando uno si accorge di essere preso per il culo, magari un’alzatina di testa la fa, però.
Il mio datore di lavoro ha il pregio di compilare buste paga riepilogative annuali, cosa che non tutti fanno. Questo mi dà modo di vedere con molta facilità quanto guadagno, anno per anno, senza l’inquinamento che nella denuncia dei redditi può essere dato da entrate di altro genere rispetto al lavoro dipendente. L’esito del confronto è stato questo: nel 2008 ho guadagnato circa 1.500 euro più del 2007 al lordo, e 300 euro di meno al netto. Ma l’inarrivabile nano non doveva abbassare le tasse?
Dice che è l’eredità che gli ha lasciato Prodi. E il tempo per rifarla, la disciplina fiscale, non ce l’ha avuto?
Ma la mia incazzatura è un’altra: da Prodi il balzello lo avevo accettato perché la coppia più odiata dagli italiani (Padoa Schioppa e Visco) gli evasori aveva cominciato a stanarli sul serio, e quindi potevo davvero pensare che i miei soldi sarebbero serviti a pagare salari di solidarietà o asili nido; adesso, invece, so che l’evasione è ripartita alla grande, che le tasse in Italia le paghiamo per il 78% noi dipendenti e però all’asilo nido ci va il figlio del gioielliere e la casa popolare se la becca un tizio che va in giro in Porche (li hanno beccati di recente).
A questo punto mi incazzo anch’io per la vile pecunia: ma per quale cazzo di motivo io devo pagare i servizi a gente che guadagna dieci volte quello che guadagno io?
Invidia di classe – adesso hanno inventato questo termine con cui bollare la rabbia di quelli come me. No cari i miei berluscones, non è invidia, perché mi fate un sincero schifo dal punto di vista estetico, prima ancora che morale, con la vostra ignoranza crassa, i capelli unti e il sorriso untuoso. Al posto vostro io mi sparerei ogni mattina in bocca invece di farmi la barba o di mettermi il rossetto, figuriamoci se posso invidiarvi. Il termine giusto è odio: odio di classe, quello di Marx. Perché più passa il tempo più mi convinco che quel signore con la barba aveva davvero capito tutto, tranne la coglionaggine del popolo sovrano; che infatti ha giubilato lui e vota per voi, dimmi se ti pare normale…

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