giovedì 18 giugno 2009

W la Squola


Nostalgia di una scuola che fu (e che sarà) - Foto M.S. Gelmini

Torna il Gattopuzzo… Eh sì, un’assenza (ingiustificata) di oltre due settimane non me l’ero concessa mai, sono contrito…
Ma sopravvoliamo, diceva Corrado Guzzanti, che è meglio, e pensiamo piuttosto a chi bastonare oggi: perché – capite – due settimane senza scrivere sono pure due settimane senza prendere nessuno a pesci in faccia, e ai gattopuzzi – animali fondamentalmente rissosi - queste cose provocano scompensi, alla lunga.
Per fortuna, abbiamo sempre la Maria Stella con cui prendercela; mirare all’obiettivo più grosso è inutile, Papi lasciamolo alla folla dei blogger che si stanno illudendo di disossarlo con la storia delle zoccolette pugliesi. Illudendo, sì, perché quell’uomo – oddìo, uomo forse è una parola un po’ grossa - perderà davvero tutto il suo consenso il giorno che queste cose smetterà di farle. E’ così che lo vogliono, i nostri baldi compatrioti italioti. Concentriamoci invece sulla beneficiata, quella che (si narra) entrò ad Arcore come amica del giardiniere e ne uscì coordinatrice di Forza Italia in Lombardia.
Dice che la scuola è finalmente tornata ad essere severa. 370.000 bocciati, se non ho letto male, più una slavina di rimandati (giudizio sospeso, recita il politically correct), tra cui – danno collaterale non di poco conto per il mio tempo libero - mia nipote. Che però non lo sa ancora, in cosa è stata rimandata: l’impagabile legge sulla privacy adesso impone che quei quadri che una volta tutti aspettavamo spasmodicamente per sapere di che morte sarebbe morta la nostra estate vengano ora dipinti a tinte sbiaditissime; c’è scritto che hai il giudizio sospeso, ma non in che cosa. Ma magari questa manco è colpa della Maria Stella. La quale, però, ha tanta nostalgia dell’italietta che fu, e che grazie a lei e ai suoi sta tornando a essere ancora. Cominciò con il grembiulino, e passi: in fondo, non è così male che i cuccioli siano coperti, con la tendenza a pasticciarsi addosso che hanno; ma spacciarlo per riforma, insomma… Poi fu la volta del sette (o del sei?) in condotta; poi si è detto che il voto di condotta doveva fare media; come ciliegina sulla torta, arriva la direttiva che – intepretazione autentica – dice che alle medie, dove non si rimanda, si devono bocciare anche quelli che hanno una sola insufficienza. In Storia dell’Arte, magari. Risultato ovvio, una valanga di sei finti (scritti in rosso, mi dicono) che evitano altrettanti ricorsi al TAR, tipo quelli del figlio di Bossi, che però l’hanno bocciato lo stesso, i professori terùn!
Insomma, dobbiamo dare un bel giro di vite. E sia! Eccoci qui, dopo anni di lassismo, a consolare pargoli immusoniti e piangenti, improvvisamente ripiombati nella dura realtà.
Adesso, lasciando da parte gli scherzi, non è che uno sia contrario a che la scuola sia seria: sono anni che impreco ogni volta che apro i libri di mia nipote, che sempre più mi sembrano simili ai fumetti che leggevo quando ero anche più piccolo di lei e nemmeno da lontano assomigliano ai tomi su cui mi sono dovuto spremere le mie (allora) giovani meningi. Però, tra l’essere seria e l’essere la caricatura della scuola di Pinocchio, con il maestro cattivo che faceva inginocchiare i bimbi sui ceci (a proposito, quelli quando li ripristiniamo, onorevole ministro?), mi pare che ci sia una differenza notevole.
Io penso che i ragazzi abbiano bisogno di serietà, e soprattutto hanno bisogno di sentire che quello che si fa a scuola (e alla scuola) lo si fa per loro. Poi sì, è ovvio che ci sono i conflitti con l’autorità, del resto quella è l’età dell’emancipazione, non si sarebbe adolescenti se si fosse pecoroni e un insegnante vero si dovrebbe preoccupare, se non venisse contestato; e ci saranno pure i professori che sbagliano, quelli troppo severi e quelli troppo buoni, ma quello che i ragazzi davvero non tollerano – non lo tolleravo io, tanti e tanti anni fa, e non lo tollerano nemmeno i ragazzi di oggi – è l’indifferenza; o l’ipocrisia, che con la prima va perfettamente d’accordo. In questo atteggiamento autoritario che senza autorevolezza alcuna della scuola del 2009 esattamente questo si vede: di questi ragazzi non frega niente a nessuno, ministra in testa; sono buoni per catalizzare l’ennesima scarica di pancia di un elettorato vecchio e incattivito che urla scomposto contro “i giovani d’oggi” che non sono più capaci di rispetto non hanno spirito di sacrificio sono maleducati sporchi brutti cattivi tutti drogati. E diamogli una bella ripassata, allora. Indifferenza: di quali siano davvero le loro aspirazioni, i loro bisogni, di cosa sognano o se non sognano già più, schiantati da una realtà che stronca ogni loro velleità ancora prima che nasca, questo non interessa. Ipocrisia: usarli come ennesimo capro espiatorio da dare in pasto alla belva sbavante che è diventato l’elettorato di questo paese, facendo finta di agire per il loro bene, il loro futuro, la loro formazione, questo sì, questo interessa.
E quanti anni sono che si fa così? Quest’anno è andata in scena la severità, ma non è che il lassismo degli ultimi dieci – quindici anni fosse meglio. A che è servito allentare così tanto la disciplina, se non a demolire la scuola pubblica e creare un paio di generazioni di semianalfabeti di ritorno? Però, è chiaro: le famiglie andavano coccolate, non si poteva certo intralciarle nella gestione del tempo dei pupi che dovevano giocare a pallone per diventare come Totti, andare a danza classica, giocare alla playstation , guardare i cartoni animati, imparare a sfilare scosciate per darla via appena possibile come Noemi, possibilmente a un settantenne ricco, e infine, in estate, migrare verso le spiagge senza inutili fardelli cartacei per le riparazioni di settembre.
Quel lassismo fa il paio con la severità di oggi: fanno schifo tutti e due.
E più schifo ancora fanno le famiglie che tutto questo lo accettano e anzi lo invocano. Dice che c’è chi protesta, e ci credo pure. Ma la stragrande maggioranza, in questo paese, ormai è completamente in bambola, in balìa del pifferaio.

1 commento:

  1. Scusa ma qualche pescetto in faccia a Sergio Zavoli, Paolo Garimberti, l'Usigrai, il PD e tutti i sedicenti progressisti che fingono di non vedere i tg RAI? Non che ci sia molto da vedere ma appunto.

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