Però quanto ho imparato! Appena torno in ufficio lo devo subito raccontare ad Antonio, il mio capo, che la pensa come me ed è fazioso più di me: gli devo dire, devo condividere, devo far capire anche a lui che ci sbagliamo, che il terreno del confronto è un altro, devo portare anche a lui quest’epifania delle ragioni dell’avversario, che se non le comprendiamo mai lo potremo sconfiggere... E mentre parlo mi incarto, e Antonio il toscanaccio mi guarda come se fossi uscito di senno – A Maurì, ma che 'azzo dici? – No, aspetta che non hai capito, io volevo dire… - Ma che? Tu me sta' a di'che le veline nel parlamento stanno bene lì, che la riforma della magistratura co' il pubblico ministero sotto il piede del ministro è 'na trovata che manco Cavour, e la Gelmini e pure la 'arfagna hanno da sta' lì indove stanno... Ma sei diventato tutto 'oglione? Guarda che 'l tu' giudizio quest'anno ancora 'un l'ho fatto mica, mi sa che faccio ancora in tempo a malmenarti, mi sa...
E in effetti io sto dicendo proprio quelle cose che dice Antonio, non vorrei ma questo dico, e porca miseria, ma dove si è persa quella trama grandiosa che intorno a queste faccende aveva intessuto Gianni, incastonandocele dentro come piccole pietre che necessariamente lì devono stare, o al più come minuscole imperfezioni nell'intarsio maestoso della Storia? Che fine ha fatto il Cosmo-oltre-la-Storia che mi aveva rivelato? Perché da solo non sono capace di tornarci? Corro corro per spiccare il volo e ci riesco quanto può riuscirci un tacchino, e poi a pensarci bene... ma davvero è possibile, sia pure nell’Ultramondo, dare un senso che non sia la decadenza al cavallo di Caligola in Senato? Perché, tornando tra i mortali, è di questo che stiamo parlando, e come cazzo ha fatto Gianni a irretirmi in quella maniera, a circuirmi e alla fine a ipnotizzarmi fino a farmi fare, adesso, questa figura di merda? Batto prontamente in ritirata adducendo una riunione che non ho, lascio Antonio a meditare esterrefatto sul mucchio di idiozie che gli ho appena sciorinato, mi chiudo in stanza, furibondo.
E fosse almeno finita qui... La sera dopo me ne tocca un’altra, del tutto diversa ma altrettanto frustrante, una gentile pulzella che ha nome Roberta e che, a differenza di Gianni, invece del fioretto usa la sciabola, così come io, quando non sono con Gianni, amo dare di piglio alla scimitarra o anche alla clava. E tra due soggetti così sono cornate furiose, trattenute solo dall’affetto e dall’amicizia, e mi sa che finiamo pure per fare due palle così a tutti gli altri partecipanti alla cena, con le disquisizioni che partono dal gazebo del PD (argh! lo detesto!) a piazza Vittorio e finiscono con me all’attacco del pensiero liberale e lei che si mastica Marx e tutti gli hegeliani insieme alle buonissime seppie ripiene di Marilena. E più parlo più mi gaso, e più mi gaso più mi radicalizzo, più mi radicalizzo più le sparo grosse, una videocamera mi ci vorrebbe, per rivedermi, che mi sa che sembro Stalin che vuole fare i piani quinquennali, e lei pure mica è da meno, adesso manco me lo ricordo quello che diceva, ma dimmi tu se uno fa una discussione con un’amica e invece di cercare di arricchirsi nel confronto si ingarella perché la vuole spuntare a tutti i costi (e lei pure però... Vero? Tanto lo so che prima o poi vieni qui a leggerti questo post, confessa che pure tu mi volevi stendere...). Insomma, siamo stati la rappresentazione vivente dello spettacolo indecoroso di tutto quello che la gente di sinistra fa per far vincere gli altri. Ovvero: parlare di cose di cui non frega niente al 99,9 per cento delle persone raziocinanti; ritenere quelle cose tanto fondamentali da rappresentare un solco insuperabile, anche se poi nel vivere quotidiano (che è la vera cartina da tornasole) le differenze significative tra noi ci vuole il microscopio a effetto tunnel per trovarle; fare – l’ho già detto – due palle così a chi ci stava intorno. Eppure ero proprio convinto di avere ragione! Anzi, ora che ci ripenso, è che la foga mi ha fatto incartare, perché altrimenti cara Roberta ti avrei detto… insomma, il mio pensiero... Quello che voglio dire… NON LO SO!!! Però c’ho ragione!
E con questo chiudo. Se vuoi approfondire la citazione colta dell’ultimo paragrafo, eccoti il link: http://www.youtube.com/watch?v=W_jKVgVBCpA&hl=it.

Guardatelo, è davvero divertente! Spero solo di non somigliargli troppo...
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