domenica 15 febbraio 2009

Immigrazione e sicurezza

L’immigrato stava lì, per terra, ubriaco, gridando nella sua incomprensibile lingua. La gente guardava, ma da lontano, perché la paura fa più della curiosità. Dalla volante della polizia scesero due agenti. Uno, che somigliava un po’ al tipo per terra, si avvicinò e gli rivolse alcune parole, il cui suono parve avere un immediato potere calmante e rassicurante. Poi l’immigrato rispose. Parlavano nella stessa lingua. Come mai non ci pensa nessuno? Sarebbe una soluzione a parte della microcriminalità legata ai problemi dell’immigrazione. Quando un essere vivente - vale dunque anche per gli umani - si sente in pericolo, può reagire attaccando. Molto spesso le persone che arrivano qui da noi da Paesi lontani, lo fanno attraverso difficoltà e pericoli che noi non riusciamo neppure ad immaginare. Sono anche molto spaventati. L’incomprensione della lingua, delle regole e delle abitudini di un posto dove si è sognata una vita migliore ma che appare realisticamente ostile, possono avere come esito comportamenti del tutto inaccettabili. Negli Stati Uniti, che nel nostro Paese di solito vengono citati ad esempio e modello solo per ciò che fa comodo ad alcuni (prevalentemente dunque riguardo agli aspetti deteriori), tale soluzione venne intelligentemente adottata già prima dell’alba del secolo scorso, quando nelle grandi città il flusso d’immigrazione era imponente. L’integrazione passò dunque anche attraverso il corpo di polizia, in cui il famoso Giuseppe “Joe” Petrosino fu il primo di tanti. I poliziotti erano allora per lo più di origine irlandese ed il problema dell’impossibilità di comunicare con le moltitudini di emigranti provenienti dall’Italia – gente povera, totalmente spaesata, costretta a lottare per sopravvivere ammassata nei ghetti in condizioni disumane e che nutriva un’atavica sfiducia nell’autorità – moltiplicava i problemi di ordine pubblico favorendo inoltre la radicazione delle organizzazioni criminali. Ma da Petrosino in poi, la polizia ebbe una potente arma in più, poiché aveva iniziato a parlare la stessa lingua e a comprendere abilmente la mentalità di quelle organizzazioni che avevano preso il controllo di parte del territorio. L’immigrazione è un dato di fatto, inutile contestarla. Molto più maturo adeguarsi.

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