Oggi il Vaticano si è espresso contro la depenalizzazione dell’omosessualità, come a dire che ritengono giusto che i gay vadano in galera e siano magari frustati, in quei paesi dove questo è consentito e anzi prescritto per legge.
Hanno però precisato, bontà loro, che “nessuno vuole la condanna a morte dei gay”, per bocca di non mi ricordo quale cardinale.
E’ la migliore risposta a quanti vanno blaterando – Marcello Pera ne è il portabandiera - che per arginare l’integralismo islamico dovremmo stringerci intorno alla nostra (ma nostra di chi? Mia no di certo) religione, che è illuminata e tollerante. E se gli dici, a questi tipi, che nei secoli i preti hanno bruciato, torturato, frustato, terrorizzato, ammazzato, ti rispondono che sono fatti del passato. Del passato, sì, ma non certo grazie alla loro capacità di emendarsi: se abbiamo superato certi orrori è stato solo per la forza delle istituzioni che hanno saputo contrapporsi al clericalismo, per la capacità di penetrazione del pensiero illuminista, ma anche di quello liberale e di quello marxista; fosse stato per loro, avrebbero continuato allegramente a squartare i miscredenti. Come, con tutta evidenza, ancora sognano di fare. E magari a squartarli non ci riusciranno, ma a dargli (darci) una bella razione di manganello prima o poi ci arriveranno, grazie a questi geni che ci invitano ad appecoronarci davanti a lor signori. Che si sa, gli islamici sono pericolosi, meglio i nostri. Personalmente, però, confesso di non riuscire a provare sollievo alcuno, quando mi frustano, dalla consapevolezza che a farlo è un prete, e non un mullah.
Con l'iniziale maiuscola, perché la speciazione si è fermata ad un solo esemplare, e quindi il nome della specie è anche nome proprio. Il Gattopuzzo è un animale un po' puzzola e un po' faina, una creatura dei boschi che si è urbanizzata. Uno spirito vagabondo che potreste incontrare, a vostra insaputa, in un bar o per la strada, a Roma come a Delhi. Sa mimetizzarsi molto bene nell'ambiente urbano, ma in fondo all'anima rimane uno spirito selvatico. Unico segno distintivo: il pelo grigio.
martedì 2 dicembre 2008
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