16 dicembre 2008, alcuni titoli raccolti qua e là nella rete:
Tangenti, arrestato l'ad di Total
Coinvolto anche deputato Pd
(La repubblica.it)
Leggi razziali, Fini attacca: «Anche la Chiesa si adeguò»
(Il corriere.it)
In Abruzzo vince Chiodi.
Democratici in caduta libera
(Il Sole 24 Ore.com)
Pd: sì a pensione a 65 anni per le donne se Brunetta appoggia legge su occupazione
(Il corriere.it - 15 dicembre 2008)
Pescara: arrestato il sindaco D’Alfonso (PD), indagato Toto
(Il Giornale.it)
E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»
«L'addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»
(Il corriere.it (12 dicembre 2008)
Riporto questi titoli perché penso che supportino la tesi azzardata che avevo espresso in un post di qualche tempo fa (http://ilgattopuzzo.blogspot.com/2008/09/vedonero.html); dicevo, in sintesi, che la politica come la conosciamo sta per finire, che la destra populista ha vinto definitivamente e si prepara ad incorporare il PD in un’alleanza in cui quel partito, ridotto ai minimi termini, sarà subalterno; dicevo anche che questo nuovo blocco, che ha tagliato fuori qualsiasi istanza di sinistra anche grazie al suicidio della sinistra radicale, che non ha saputo andare oltre i vecchi paradigmi marxisti, partorirà dal suo stesso ventre la propria opposizione, che sarà la Lega; la quale, ottenuto il federalismo, si arroccherà sul territorio – dove è la sua vera ragion d’essere, senza la quale scomparirebbe - e si alleerà con formazioni territorialiste del Sud, che stanno già nascendo. Siamo completamente dentro all’orizzonte di Hegel, insomma: una tesi e un’antitesi si sono contrapposte e stanno per generare una sintesi, che stavolta assomiglierà molto alla tesi, data la sconfitta rovinosa dell’antitesi; ci sarà però una scissione della sintesi che genererà una nuova antitesi, e il nuovo scontro si protrarrà per decenni. Solo che non sarà più Destra contro Sinistra: sarà Centro contro Territorio, perché è il territorio (regione, città, quartiere) la frontiera in cui la massa ha identificato la propria linea del Piave, una volta abbandonata ogni velleità egualitaria: siamo sconfitti, ma siamo almeno padroni in casa nostra.
I pochi titoli riportati sopra sono spie del fatto, secondo me, che il processo sta accelerando: il PD è in disfacimento prima di aver davvero cominciato a esistere, travolto dalla propria inconsistenza e dalle inchieste giudiziarie, in cui trova addirittura la solidarietà interessata di Berlusconi (vedi il caso Del Turco); è scoppiata, innescata probabilmente dalle stesse forze politiche vicine a Berlusconi, la tangentopoli del Centrosinistra, che non lascerà pietra su pietra. Alla fine della giostra, ridotto più o meno alle dimensioni dell’UDC, vedrete che il PD troverà conveniente fare da stampella a Silvio, che nel frattempo sarà arrivato ai ferri corti con la Lega (e infatti il titolo: “La Lega mi ha stufato”). Ora la deve accontentare la Lega il buon Silvio, perché il federalismo lo vogliono anche la stragrande maggioranza dei suoi elettori, ma vedrete che prima di fine legislatura la scaricherà: a che pro alimentare un contropotere forte che dal territorio può fare da contraltare ai suoi progetti?
E, in vista della morte dell’opposizione di Centrosinistra, è già iniziata la lotta per l’appropriazione delle spoglie: Fini vuole portarsi a casa il bollino blu della laicità e arriva addirittura a prendersela con la Chiesa, che del resto lo ha sempre trattato come un pezzente, preferendo dialogare direttamente con il suo capo (e così, en passant, toglie pure un po’ di responsabilità dalle spalle dei suoi camerati di un tempo: come dire ‘il Fascismo sbagliò, ma gli altri dov’erano?’); la questione morale, tanto cara a Berlinguer, passa in gestione al ruspante Di Pietro, che la usa a mo’ di randello e ne svilisce parecchio i contenuti.
Il PD, da parte sua, sembra voler accelerare la convergenza, probabilmente per poter trattare da una posizione che lo vede con ancora un minimo di forza, prima che la magistratura lo travolga; sennò, come spiegare le aperture a Brunetta su quella che una volta sarebbe stata un’opzione strategica da difendere e su cui mantenere l'esclusiva (i diritti delle donne) a prescindere dalla giustezza o meno delle proposte della controparte?
Prepariamoci ai funerali del PD, anche se credo che ci sia ben poco da rimpiangere; e prepariamoci pure, almeno quelli come me, che reputano importante l’equità sociale, a finire fuori dalla Storia: la nuova opposizione territorialista sarà sì capace di intercettare quella che una volta fu la rabbia del proletariato e ora è semplicemente il livore delle periferie, ma i suoi obiettivi saranno diversi: identitari, localistici, fondamentalmente difensivi. Certo, la Storia ama sorprendere e nessun esito è scritto, ma qui da noi una forza nuova e prorompente capace di canalizzare le energie verso un progetto condiviso e non verso l’arroccamento localistico purtroppo non si vede all’orizzonte.
Con l'iniziale maiuscola, perché la speciazione si è fermata ad un solo esemplare, e quindi il nome della specie è anche nome proprio. Il Gattopuzzo è un animale un po' puzzola e un po' faina, una creatura dei boschi che si è urbanizzata. Uno spirito vagabondo che potreste incontrare, a vostra insaputa, in un bar o per la strada, a Roma come a Delhi. Sa mimetizzarsi molto bene nell'ambiente urbano, ma in fondo all'anima rimane uno spirito selvatico. Unico segno distintivo: il pelo grigio.
martedì 16 dicembre 2008
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