martedì 22 luglio 2008

Farsi un'idea

Oggi in Italia tutti hanno un'idea sull'energia nucleare, ed è un'idea prevalentemente a favore; appena due-tre anni fa, tutti avevano - anche allora - un'idea, ed era in massima parte un'idea contraria. Il dato comune a queste due situazioni è che, a fronte della maggioranza vastissima di persone che hanno un'opinione netta, sono pochissimi quelli che, oltre all'opinione, hanno anche un’idea chiara del tema su cui si esprimono.
Questo è un vero male nazionale che non riguarda solo la discussione sull'energia nucleare, riguarda tutto: dalla nazionale di calcio (i famosi sessanta milioni di commissari tecnici) alla politica monetaria della Banca Centrale Europea. Non c’è niente di male nell’esprimere opinioni, e anzi è quello che ci si aspetta dai cittadini in democrazia; il problema è che bisognerebbe anche sapere di cosa si sta parlando.
Il caso dell’energia nucleare è paradigmatico, e quindi lo propongo come esempio, anche per riprendere il post di Cristiana di qualche giorno fa.
Lei sollevava il problema dello smaltimento delle scorie, tuttora irrisolto, e andava senza mezzi termini al nodo centrale della questione, che è l’impossibilità di puntare sul risparmio in una società la cui economia è condannata ad aumentare perpetuamente i propri consumi per poter sopravvivere.
Io vorrei aggiungere alcune considerazioni di economia elementare che sarebbero di dominio pubblico, se solo “la ggente” prima di parlare avesse la diligenza minima di documentarsi. Per chi volesse farlo, io ho trovato molto utile Le energie pulite, un libricino scritto da Pietro Menna per Il Mulino e presentato nella collana Farsi un’idea, meritoria in quanto cerca proprio di andare incontro alle esigenze di documentazione minima dei cittadini, costretti oggi ad avventurarsi su terreni troppo impervi per poter essere esplorati senza l’aiuto di una guida indigena (medicina, bioetica, fisica, chimica, economia, ecc.).
Riguardo all’energia nucleare si capiscono subito alcune cose:
1) non è vero che è economica, in realtà costa molto di più di tutte le altre energie, ma il costo in bolletta sembra più basso perché non comprende mai lo stoccaggio delle scorie e neppure lo smantellamento della centrale, al termine del suo ciclo di vita.
2) Questi costi non vengono contabilizzati perché non sono mai sostenuti dal privato che realizza la centrale, ma dallo stato, e vengono finanziati attraverso le tasse; in soldoni (è proprio il caso di dirlo): oggi non esiste al mondo una sola compagnia che realizzi in toto (e in proprio) centrali nucleari; tutte godono di robuste sovvenzioni statali, per cui i cittadini si illudono di pagare poco l’elettricità quando ricevono la bolletta, mentre la strapagano senza saperlo quando fanno la denuncia dei redditi (e infatti la Francia è uno dei paesi con la pressione fiscale più alta al mondo, anche se c’è da dire che è più bassa della nostra e comunque loro, in cambio delle tasse, ai cittadini danno anche dei servizi, cosa che da noi non si usa).
3) L’uranio è in via di esaurimento esattamente come il petrolio, e infatti le sue quotazioni di borsa stanno salendo verso la stratosfera; questo nonostante siano diversi anni che al mondo di nuove centrali se ne vedano davvero pochine.
4) Al momento, non c’è modo di impedire ad uno stato che disponga di una centrale nucleare civile il suo uso a fini bellici (il caso dell’Iran dovrebbe essere un esempio lampante di questa problematica).
5) E’ stato calcolato che un serio piano di risparmio energetico darebbe al nostro paese un apporto pari a quello di quattro o cinque centrali di terza generazione; ovviamente, questo presupporrebbe il crollo del fatturato di colossi come ENEL, ENI, ACEA e compagnia, e quindi è fuori discussione.
A queste considerazioni dell’esperto aggiungo un po’ di buon senso pratico:
1) se il rischio di incidente è basso per la singola centrale (mettiamo uno ogni diecimila anni), questo si tradurrebbe in un incidente all’anno qualora avessimo diecimila centrali. Onestamente non so quant’è davvero il rischio e neppure quante centrali ci siano oggi nel mondo, ma che il rischio aumenta con il numero degli impianti lo capiscono anche i gatti veri, quelli di tipo felis catus, non c’è bisogno di un probabilista come il vostro Gattopuzzo.
2) L’unico vantaggio concreto che può derivare dal nucleare è quello della diversificazione, e cioè la riduzione della dipendenza da altre fonti (in particolare dal gas, verso cui è fortemente sbilanciato il mix italiano).
Ma se le cose stanno così a chi conviene il nucleare? La risposta a questa domanda, date le premesse fatte sopra, ormai è quasi banale: il nucleare conviene innanzitutto a chi lo realizza, perché intasca un oceano di fondi pubblici; e poi conviene all’industria, che scarica i costi dell’energia che usa sulla fiscalità generale (cioè sulle tasse che paghiamo tutti).
In Italia però il dibattito è sempre stato – in questo campo come in tanti altri - soprattutto emotivo, e il passaggio da una maggioranza di contrari ad una di favorevoli è stato facilmente conseguito dagli interessati attraverso adeguate campagne di stampa: è bastato averne i mezzi.
Ma quand’è che da burattini orientabili ci decideremo a trasformarci in cittadini veri?

lunedì 21 luglio 2008

IRRRSC - cronache dal terzo pianeta dal sole

Perché gli italiani sono diventati razzisti, rabbiosi, reazionari, spaventati e cupi? Una discussione con un’Italiana Razzista, Rabbiosa, Reazionaria, Spaventata e Cupa (IRRRSC) è meglio di mille tomi di sociologia, per capire cosa è successo.
Il vostro GPZ ve la racconta calda calda, come il pane appena sfornato.
Apporrò alla trascrizione più o meno letterale dei titoletti, dividendola in capitoli che chiamerò movimenti, per evidenziare le diverse sfumature dell’atmosfera (comunque irrespirabile) in cui sono stato immerso nell’ultima ora.

La scena: mensa aziendale, IRRRSC e il GPZ sono colleghi e stanno pranzando insieme. Anche IRRRSC ha una laurea in statistica, come il GPZ (questo particolare non è del tutto irrilevante).

Movimento 1 - Ossessione
IRRRSC: ma tu non fai mai footing?
GPZ: non saprei dove, nel quartiere Prati non ci sono grandi spazi verdi, a parte i giardini del Vaticano dove non mi faranno entrare mai, anche se l’acqua per irrigarli la offriamo gentilmente noi.
IRRRSC: in che senso?
GPZ: nel senso che quegli scrocconi non hanno mai pagato l’acqua e avevano quarantaquattro miliardi di debiti con l’ACEA, gentilmente saldati dallo stato italiano, che adesso si è anche assunto definitivamente l’onere di pagargli acqua e scarichi idrici tutti gli anni. Il diritto di andare a correre nei loro giardini secondo me ce l0’avrei, ma il pastore tedesco non la pensa così…
IRRRSC (improvvisamente alterata): mai che te ne risparmiassi una tu, di polemica! Invece di prendertela con chi fa del bene, perché non te la prendi con questi porci extracomunitari che stanno da noi a fare il cazzo del comodo loro e violentano, ammazzano e nessuno gli dice un cazzo?
GPZ (punti interrogativi al posto delle pupille): che c’entrano mo’ gli extracomunitari?
IRRRSC (esagitata): i preti sono gli unici a occuparsi degli italiani poveri, perché non te la prendi anche con chi ruba e ammazza?
GPZ: con chi ruba e ammazza sì, ma ripeto, che c’entrano con questo gli extracomunitari? hanno mica l’esclusiva del crimine splatter e truculento? E poi ho una lingua sola e riesco a parlare solo di un problema alla volta.
IRRRSC (si agita sulla sedia): ah, sono degli agnellini, eh? Ma non li vedi i telegiornali?
GPZ (esterrefatto volgente all’incazzato, retropensiero: questa è scema): ce l’hai pure tu una laurea in statistica, perché invece di rincoglionirti con la grancassa dei media non guardi i rapporti dell’ISTAT e quelli del ministero dell’Interno?

Movimento 2 – Oscuramento deliberato dei fatti
IRRRSC: e che c’entra?
GPZ: c’entra perché c’è scritto che gli extracomunitari sono poco meno del dieci per cento della popolazione e commettono poco meno del dieci per cento di tutti i reati; esattamente come gli italiani, come vedi; quelli regolari, addirittura, hanno un tasso di criminalità che è meno di un quinto rispetto agli italiani; inoltre, dal 1990 a oggi il numero di omicidi in Italia si è più che dimezzato, passando da oltre 1.500 a poco più di 700; che è lo stesso numero che ha New Orleans negli USA, con la differenza che lì sono seicentomila e qui siamo quasi sessanta milioni, alla faccia della tolleranza zero dei terribili giustizieri americani.

Movimento 3 – Costruzione di un nemico
IRRRSC (strafottente): che strano, giornali, radio, televisioni non sanno un cazzo, queste cose le sai solo tu…
GPZ (contiene a fatica l’incazzatura): no, le sapresti anche tu se le volessi sapere. Le pubblica l’ISTAT, mica Al Qaeda.
IRRRSC: non ho bisogno di conoscere queste cifre, mi basta vedere quello che hanno fatto a quella poveraccia della signora Reggiani e a quella ragazza sotto la metro…
GPZ: fanno due morti ammazzati su settecento… Gli altri?
IRRRSC: gli altri che?
GPZ: niente, magari parecchi degli altri li hanno ammazzati gli italiani… Tipo quel padroncino di Bergamo che diede fuoco al suo dipendente rumeno che chiedeva l’aumento, o la ragazza rumena violentata da un italiano e ridotta a un trafiletto di tre righe in cronaca, un mesetto fa, o la ragazzina tunisina di tredici anni travolta a Fiumicino da un SUV guidato da una signora bene che è pure scappata, o tutte le donne italiane ammazzate da mariti, fidanzati e spasimanti delusi…

Movimento 4 – dove IRRRSC rimodella la realtà sui suoi fantasmi
IRRRSC (occhi fuori dalle orbite, fra un po’ le schizzano contro gli occhiali): ma piantala! L’hai detto pure tu che noi siamo un popolo non violento (sic!), che da quindici anni a questa parte commettiamo sempre meno reati! E adesso dobbiamo sopportare questi che vengono a massacrarci a casa nostra!
GPZ (dentro di sé invoca un fulmine dal cielo a liberarlo da questa pazza): io veramente avevo detto un’altra cosa… e gli italiani, te l’ho detto, tra i vari sport hanno sempre praticato anche lo stupro delle figlie e l’omicidio della moglie…alla faccia del popolo pacifico…
IRRRSC: e poi sono stufa di vedere che in tutte le graduatorie per gli asili nido e le case popolari loro vengono prima degli italiani e si beccano tutti i posti perché non pagano le tasse e risultano poveri, e invece hanno certi villoni che te li sogni! Ma non lo vedi che quando vengono a lavarti il vetro al semaforo hanno tutti i denti d’oro?
GPZ: ???????????????????????????????????????????????????????
IRRRSC: !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
GPZ: rumeni con i villoni?
IRRRSC: sì, tutti i paesi intorno a Roma sono pieni di questa gente (qui il GPZ ha avuto il dubbio di stare parlando con un abitante di Alfa Centauri, n.d.r.), non pagano le tasse e sfruttano i nostri servizi, e basta!
GPZ: ………………….
IRRRSC: ……………..
GPZ: guarda che mi sa che ti sbagli, sono gli italiani che fatturano in nero il 25% del PIL…

Movimento 5 – di come IRRRSC prende coscienza che la sinistra è un’amante che l’ha abbandonata: vendetta!
IRRRSC: ecco, lo dici pure tu! Gli italiani le tasse le pagano quasi tutte (sic!), il 75%! Sono loro che magnano a sbafo! E tu e quelli che la pensano come te, che avete fatto quando avete governato? Gli avete dato il permesso di venire quando vogliono e di fare il cazzo del comodo loro!
GPZ: guarda, cara IRRRSC, che ti stai scaldando troppo e stai pure dicendo un mucchio di cazzate: 60 -70 miliardi di miliardi di euro di tasse evase sarebbe poco? E che c’entro io, che fra l’altro non ti ho mai detto per chi voto, con l’ingresso libero dei rumeni che fu voluto da Berlusconi nel 2004 e lui poi se ne vantò pure dicendo al premier rumeno che avrebbe dovuto fargli un monumento?

Movimento 6 - riscrittura della storia
IRRRSC: si vabbè… tanto come la giri la giri, hai sempre ragione tu…
GPZ: ma io ti sto portando fatti e numeri, mica opinioni! Portami anche tu fatti e numeri, se vuoi convincermi!
IRRRSC: ma che fatti e numeri, tu ti stai aggiustando le cose come ti fa comodo! Ma perché questi devono venire qui a rompere le palle? Ma che noi siamo mai andati a romperle agli altri?
GPZ: ma la conosci la storia o almeno l’hai mai visto qualche film? Quattordici milioni di italiani emigrati in pochi decenni in tutto il mondo?
IRRRSC: sì, ma mica siamo andati ad ammazzare, a rubare, a sporcare e fregare il lavoro agli altri!
GPZ: ah, no? E la mafia negli Stati Uniti chi ce l’ha portata? E perché i portuali francesi negli anni venti e trenta facevano spedizioni punitive contro gli italiani che lavoravano a tariffe che erano la metà di quelle che chiedevano loro? E sei sicura che i nostri antenati amassero l’igiene? Tutti li scansavano, perché dicevano che puzzavano di aglio e cipolla, tenevano le capre in casa, erano sempre ubriachi e avevano il coltello facile. Ed erano pure grandissimi ladri. Leggiti L'orda - quando gli albanesi eravamo noi, di Gian Antonio Stella, lo stesso che ha scritto La casta…
IRRRSC: no, quello è un libro di parte…
GPZ: ma se quando hai letto La casta hai detto che era un bravo giornalista…
IRRRSC: eh, ma uno deve avere spirito critico, deve saper distinguere un lavoro ben fatto da uno strumentale, anche se li ha fatti la stessa persona…
GPZ: no, scusa, ma come fai a dire che è di parte se non l’hai letto?
IRRRSC: non ci vuole molto a immaginarselo…

Movimento 7 - incomunicabilità
GPZ: .............
IRRRSC: ..........
GPZ: .............
IRRRSC: ..........

Movimento 8 - armistizio
GPZ: ti va un caffè?
IRRRSC: sì, dai, andiamo a fare due passi, che è meglio.

Movimento 9 - sconforto
GPZ (tra sé e sé): ma che cosa dovrebbero fare le persone razionali per far ragionare questi invasati? E soprattutto: ma quanti sono in Italia, oggi, a (non) ragionare come questa qui?

giovedì 17 luglio 2008

Wish you were here

Sei già lontano due anni, laggiù dove ti sei fermato. Siamo in tanti a desiderare che tu fossi qui... Questa proprio non ce la dovevi fare, non credo che te la potrò mai perdonare.



L'anno scorso ti regalai un'ascesa faticosa e una fila di bandierine di preghiera prese per te in Ladakh, quest'anno le scalate mi sono precluse, e ho trovato quest'altro modo per ricordarti.



Addio, amico.

Questioni di omogeneità

di Cristiana Capagni
La Voce Democratica – 3/17 luglio 2008

Poniamo il caso che abbiate una casa con il terrazzo. Un terrazzo ampio e molto bello, che avete però arredato in modo disomogeneo: un lato è desolatamente vuoto, mentre gli altri lati sono eccessivamente gremiti di vasi con piante, arredi da esterni in ferro battuto, magari anche un dondolo. Un vostro amico architetto un giorno vi viene a trovare e vi mette in guardia dal pericolo che il peso eccessivo rappresenta: vi dice che il terrazzo potrebbe avere dei cedimenti strutturali dalla parte dove avete accumulato troppi oggetti pesanti.
Cosa fareste? E’ logico supporre che spostereste alcuni degli arredi o dei vasi più pesanti sul lato rimasto vuoto, così da distribuire il peso, che ora grava concentrato su pochi punti, su di una superficie più ampia.
E cosa pensereste di una persona che al vostro posto lasci il peso gravare sugli stessi punti ed in più aggiunga altri vasi stracolmi di terra e piante ed un tavolo in ferro e terracotta e delle seggiole pesanti e magari anche un ombrellone sul lato rimasto vuoto?
Se nella rappresentazione succitata sostituiamo alcuni elementi con altri e poniamo gli stessi interrogativi, si presume che delle risposte sensate non dovrebbero discostarsi troppo da quelle già date.
Sostituiamo quindi l’ambiente terrazzo con il pianeta Terra; i vasi, le piante e gli arredi con la popolazione mondiale; il lato vuoto sarà infine il nostro Paese: questa Italia che i demografi considerano sconsolatamente vuota.
E domandiamoci: che senso ha pianificare un incremento considerevole della popolazione italiana, che ci dicono essere in calo, quando il Pianeta contiene già ora più di sei miliardi di individui i quali, è bene ricordarlo, per la maggior parte non hanno accesso a cibo e ad acqua potabile in misura sufficiente?
E quando – come la coscienza ci impone – saremo riusciti a risolvere positivamente le disuguaglianze fra Primo e Terzo Mondo e quindi tutti i sei miliardi di abitanti potranno a giusta ragione bere, mangiare, lavarsi, vestirsi, rinfrescarsi e riscaldarsi ed andare in giro in auto e dunque peseranno non più quanto sei ma almeno quanto dieci o dodici miliardi di individui, cosa accadrà?
Le campagne per l’incremento demografico che tentano di convincerci che servono giovani che paghino le pensioni degli anziani appaiono il frutto di una mentalità vecchia di decenni e che non ha più riscontri nella realtà. Ci dicono che oggi i giovani sono pochi. Ebbene, di quei pochi, sono in gran numero i disoccupati o precari senza futuro.
Siamo così certi che se aumentassero di numero i giovani (disoccupati e precari), essi contribuirebbero a risanare il nostro disastrato sistema pensionistico?
Che sia così oppure no, la logica ci impone di distribuire al pari dei vasi e degli arredi da terrazzo gli esseri umani affinché non vi siano vuoti da colmare da un lato e pericolosissimi sovraffollamenti altrove. Se il terrazzo crolla, non c’è lato che si salvi.

martedì 15 luglio 2008

Il commissario (eroico?) e il suo boia

Molti, a destra e a sinistra, hanno spesso sostenuto che esista in Italia una specie di mafia - nella migliore delle ipotesi una lobby - costituita dagli ex di lotta Continua.
La storia di quell'associazione è indubbiamente torbida, ancora oggi si stringono come un sol uomo a difesa di chiunque di loro venga chiamato in causa in qualsivoglia contesto, indipendentemente dal fatto che siano rimasti a ululare alla luna a sinistra o che siano diventati top manager in qualche azienda di stato o che si siano messi il doppiopetto blu o addirittura la camicia verde. E certamente uno come Sofri ha ben altro da addossarsi, che la sola responsabilità politica della fine del commissario Calabresi, come va ripetendo da parecchi decenni. Detto questo, e con tutta la simpatia umana per il figlio Mario (di cui ho iniziato a leggere il libro, che mi pare sincero e ben scritto), non riesco a considerare il commissario un eroe. Pinelli, che lui aveva fermato, dalla finestra ci è caduto davvero, e la storia del "malore attivo" con cui si concluse l’inchiesta fa ridere i polli. Testimonianze, sempre di chi c'era, permettono di capire che i rapporti tra i due fossero ottimi, al punto da frequentare lo stesso cineforum ed essersi addirittura scambiati doni, in qualche occasione; questo porterebbe a escludere un ruolo attivo del commissario nella tragedia, ma... se è giusto addossare a molti (tutti quelli di LC che quel giorno non c'erano, o non sapevano per davvero) responsabilità politiche per la morte del commissario, la stessa logica e la coerenza impongono di addossare al commissario la responsabilità (anche penale, se l'atto vigliacco è stato compiuto da un suo collaboratore) del "malore attivo" di quel poveraccio. Se qualcuno che fa parte di una squadra si permette di accoppare una persona e il suo capo lo copre invece di denunciarlo, per me quel capo non è un eroe. Nemmeno un criminale, probabilmente: è un uomo, con tutte le sue debolezze; un uomo giovane (morì a 34 anni, un'età alla quale, oggi, gli uomini li chiamiamo ancora "ragazzi", errore esiziale). Ricopriva un ruolo e aveva una responsabilità che, in tempi duri come quelli, non erano davvero un fardello facile da portare; è comprensibile, non giustificabile, che abbia omesso di fare luce. E per questo non mi sono mai permesso di giudicarlo, ma mi guardo anche bene dall'approvarlo. Capisco poi che tra colleghi determinati a vendicarlo e interessi inconfessabili di apparati dello stato si sia imbastito un processo pasticciato con lo scopo non di mettere i colpevoli con le spalle al muro, ma di incastrare quelli che si riteneva a priori essere i colpevoli. Di cui probabilmente qualcuno lo è davvero, ma certo con trovate geniali del tipo "il testimone riferisce di aver visto di spalle una donna guidare, e questo è compatibile con il fatto che l'autista fosse Marino, i cui folti baffi possono facilmente essere scambiati per una chioma femminile"; oppure "l'abilità alla guida" di quello dei tre che abitava a Lucca e non ricordo chi fosse, e che aveva fior di testimoni (tra cui un vigile urbano) che erano sicuri di averci parlato proprio a Lucca, in un bar, poco più di un'ora dopo il fattaccio, manco avesse avuto la batmobile... Certo, in questo pastrocchio ogni speranza di arrivare alla verità vera è naufragata da parecchi decenni. Insomma, credo che il buon Adriano dovrebbe trovare meno spazio sui giornali e avere il buon gusto di imporsi precetti di riservatezza, date le nubi che si addensano sul suo passato. Però non credo che allora, come anche oggi, le ragioni fossero tutte da una parte sola. Anzi, secondo me di ragioni proprio non ce n'erano, c'erano solo torti, come sempre avviene quando la gente muore, e questi - come i morti - mi sembrano piuttosto ben distribuiti tra tutte le parti in causa. Il che non vuol dire che non si debba, ancora oggi, cercare la verità. Non che nutra qualche speranza che alla fine salti fuori, ma certe cose vanno fatte comunque, anche se di speranza non ce n'è più.

lunedì 14 luglio 2008

Il nome della cosa


La costituzione di un paese democratico è quel corpo di regole che in quel paese tutti condividono, indipendentemente dall'essere di destra o di sinistra, pezzenti o straricchi, etero o gay, ecc.
Quella che chiamiamo costituzione materiale è un corpo di regole non scritte, che di fatto però vengono comunque osservate e condivise.
Berlusconi che esplode subito dopo l'arresto di un presidente di regione eletto nelle file dell'opposizione sta finalmente portando allo scoperto una nuova costituzione materiale, del tutto opposta a quella una volta vigente; una costituzione secondo cui non importa che chi governa sia di destra o di sinistra: importa che, in quanto governante, quella persona è intoccabile; e infatti non si è preoccupato di conoscere i fatti per esprimere la sua condanna a quella che è per lui l’ennesima aggressione della magistratura alla politica, perché l’unico fatto che ritiene rilevante è che un politico è stato arrestato e questo non può essere legittimo, qualunque cosa quel politico abbia fatto. Appena qualche anno fa lo stesso Berlusconi si sarebbe rallegrato, perché quel politico milita nello schieramento avverso; oggi no, perché il nemico non è più l’opposizione, dispersa e ridotta all’afasia: il nemico sono gli altri poteri dello Stato, gli unici che ancora possono opporsi alla sua ascesa verso un potere che sempre più svela il suo volto assolutistico. E se la nuova costituzione materiale – ormai, mi pare, largamente accettata e condivisa dagli italiani – contrasta e stride con quel pezzo di carta che fu scritto nel quarantotto, non c’è problema: il pezzo di carta verrà stracciato e ne verrà scritto un altro.
E’ regime? Non lo so, se la parola non vi piace chiamatelo Pippo…

domenica 13 luglio 2008

Un'ospite molto gradita

Quello che trovate sotto è un articolo scritto dalla mia amica Cristiana per La Voce Democratica, quindicinale romano che ha anche un proprio sito web (http://www.lavocedemocratica.it/). Quello che scrive Cristiana non solo lo condivido, ma mi dà alcuni spunti che cercherò di sviluppare nei prossimi giorni. Spero che anche in futuro Cristiana continuerà a mandarmi materiali prodotti da lei: per incastrarla, le appiccico subito un'etichetta (Sostiene Cristiana: pretenziosissima, ma se non ci sbrodoliamo un po' tra noi...)
Buona lettura!