lunedì 14 luglio 2008

Il nome della cosa


La costituzione di un paese democratico è quel corpo di regole che in quel paese tutti condividono, indipendentemente dall'essere di destra o di sinistra, pezzenti o straricchi, etero o gay, ecc.
Quella che chiamiamo costituzione materiale è un corpo di regole non scritte, che di fatto però vengono comunque osservate e condivise.
Berlusconi che esplode subito dopo l'arresto di un presidente di regione eletto nelle file dell'opposizione sta finalmente portando allo scoperto una nuova costituzione materiale, del tutto opposta a quella una volta vigente; una costituzione secondo cui non importa che chi governa sia di destra o di sinistra: importa che, in quanto governante, quella persona è intoccabile; e infatti non si è preoccupato di conoscere i fatti per esprimere la sua condanna a quella che è per lui l’ennesima aggressione della magistratura alla politica, perché l’unico fatto che ritiene rilevante è che un politico è stato arrestato e questo non può essere legittimo, qualunque cosa quel politico abbia fatto. Appena qualche anno fa lo stesso Berlusconi si sarebbe rallegrato, perché quel politico milita nello schieramento avverso; oggi no, perché il nemico non è più l’opposizione, dispersa e ridotta all’afasia: il nemico sono gli altri poteri dello Stato, gli unici che ancora possono opporsi alla sua ascesa verso un potere che sempre più svela il suo volto assolutistico. E se la nuova costituzione materiale – ormai, mi pare, largamente accettata e condivisa dagli italiani – contrasta e stride con quel pezzo di carta che fu scritto nel quarantotto, non c’è problema: il pezzo di carta verrà stracciato e ne verrà scritto un altro.
E’ regime? Non lo so, se la parola non vi piace chiamatelo Pippo…

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