Era una vecchia canzone di Pino Daniele e da un po' di tempo me la andavo fischiettando; più o meno da cinque-sei mesi, quelli che sono trascorsi dal primo apparire della mia ipocondria. Che non è un bella modalità di esistere; mi dicono che sia abbastanza diffusa tra gli uomini di pelo grigio (come è il vostro Gattopuzzo), e di fatto ti rovina un bel po' di giornate: oddio che è questo dolorino, e come mai faccio le scale e ho il fiato grosso, ecc.
Come avrete capito, il Gattopuzzo è tutt'altro che vecchio (quello mai, manco a ottant'anni), ma non è più nemmeno un virgulto, e da quando se ne è reso conto ha perso la presunzione di immortalità, che certamente rientrava nella categoria delirium omnipotentiae, ma era comunque un modo comodo di stare al mondo.
E quindi, tra un po' di autoironia (poca) e qualche momento di profonda depressione (non tanto raro quanto avrebbe voluto), il Gattopuzzo si avviava a fare i conti con la sua età anagrafica, che non gli consente più di autodefinirsi ragazzo a meno di non voler causare irrefreneabile ilarità nell'interlocutore.
Per cui, quando ha avvertito una fitta al petto, secondo voi cosa ha pensato il Gattopuzzo? Ovviamente, alla falce della Signora; e poi, però, fischiettando "Appocundria", ha pensato che la sua nevrosi stava passando il segno. Il bello di tutto ciò è che, grazie all'ipocondria, non ha avuto modo di spaventarsi; il brutto è stato che le coronarie non avevano mai sentito parlare di ipocondria, e reclamavano il loro diritto a stare male per davvero. Sicché, al perdurare del sintomo (che secondo il GPZ era ancora immaginario), ho cominciato a fischiettare "Curre curre guagliò", che adesso non mi ricordo chi la cantava ma certo stava diventando più appropriata alla situazione dell'Appocundria di prima; e curre curre, fino all'ospedale, dove mi hanno detto "Appocundria 'na sega" e mi hanno impedito l'estinzione (ricordate, no, che il GPZ è esemplare unico della specie) non per me, ma perché i dottori sono tutti iscritti al WWF e amano tanto gli animali rari.
Insomma: angioplastica, una settimana di ricovero, infarto sfiorato e però GPZ rimesso del tutto a nuovo.
E al telefono la mia amica che mi fa: ma te lo ricordi, a vent'anni, quando ci sfondavamo tutte le notti e ridevamo e dicevamo "ma chi ch'ammazza a noi?" e tu rispondevi sempre "er colesterolo a quarant'anni"? Già...
Con l'iniziale maiuscola, perché la speciazione si è fermata ad un solo esemplare, e quindi il nome della specie è anche nome proprio. Il Gattopuzzo è un animale un po' puzzola e un po' faina, una creatura dei boschi che si è urbanizzata. Uno spirito vagabondo che potreste incontrare, a vostra insaputa, in un bar o per la strada, a Roma come a Delhi. Sa mimetizzarsi molto bene nell'ambiente urbano, ma in fondo all'anima rimane uno spirito selvatico. Unico segno distintivo: il pelo grigio.
mercoledì 2 luglio 2008
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