lunedì 29 settembre 2008

Sì, ma dove?

Oggi durante la pausa pranzo ho girato per un po’ nelle viuzze intorno a via Nazionale, e ho visto nell’ordine: una signora elegante aprire le sigarette e buttare la plastichina per terra senza mai smettere di sculettare; un ragazzo che ha fatto lo stesso con la carta della pizza, senza sculettare, ma grattandosi virilmente in mezzo alle gambe; un’altra signora molto ben vestita che faceva cacare il cane sul marciapiede senza raccogliere il corpo del reato; una clochard molto messa male, con in testa più piaghe che capelli, calarsi i pantaloni e pisciare sulla pubblica via.
A Roma c’è un sindaco che sull’ordine, sulla sicurezza e sul decoro urbano ci ha vinto le elezioni amministrative, e fa parte di una coalizione che sugli stessi temi più Alitalia ci ha vinto quelle politiche. Perché è chiaro che a noi zozzoni di sinistra la città pulita non piace, e ci vuole ben altro nerbo per veder sparire dalle strade la monnezza.
Bene, allora mi piacerebbe sapere quali saranno le misure concrete perché io non abbia in futuro motivo di scandalizzarmi di nuovo per episodi come quelli di oggi.
Perché, ragioniamo: le signore e il ragazzo non sono certo gli unici rappresentanti della categoria degli imbecilli all’ombra dei sette colli, e in mancanza di campi di rieducazione mi pare poco credibile intensificare la presenza dei vigili e dell’AMA al punto da impedire a questi soggetti di nuocere: sono troppi, e toccherà abbozzare.
La clochard, che vogliamo farne?
Ovvio, i probi cittadini che hanno sostenuto l’efficienza muscolare di questa baldanzosa coalizione di centrodestra la vogliono fuori dalle balle, ché insudicia il centro storico con la sua semplice presenza prima ancora che con la pisciata; e deportiamola allora, va bene. Ma dove?
In fondo la galera per una pisciata mi pare decisamente troppo, e parrà troppo anche ai probi cittadini di cui sopra, quando si accorgeranno che in galera la gente costa, e costa cara; allora mandiamola semplicemente via, che i nostri occhi virtuosi non abbiano ad essere ulteriormente offesi dalla presenza di gente del genere. Sì, ripeto, va bene, ma dove? La mandiamo a depositare pisciatine in estrema periferia, per la gioia dei milioni che vivono in borgata e a legioni, oltretutto, hanno votato Alemanno? Mi sa che non gradirebbero. La mandiamo via da Roma, che diamine! O almeno fuori dal raccordo, come i Rom. Sì, ma dove? Perché fuori del raccordo non è che ci sia proprio aperta campagna, anche grazie all’inondazione di cemento di Veltroni, e la gente che ci vive abitualmente non è che sia tanto contenta di fare da pattumiera per i rifiuti del centro, che non può permetterseli perché deve fare da vetrina.
La vogliamo mandare in una struttura tipo una casa famiglia, con gente che si prende cura di lei e magari cerca pure di capire come mai si è ridotta così e vede se si può fare qualcosa per risvegliare il suo amor proprio? Ahimé, questo costa tanto, ma proprio tanto di più anche della galera… Per carità, e che adesso dobbiamo spendere i soldi per i rifiuti della società quando c’è tanta brava gente senza lavoro e senza casa? Giusto quei debosciati di sinistra possono pensare una cosa del genere. Mai!
Insomma, il succo è che alla fine delle signore e del ragazzo ci siamo scordati, e poi non mi stupirei di sapere che pure loro hanno votato Alemanno, come quel citrullo che si è fatto beccare a mignotte e ha giurato di non rivotarlo, perché chiaro che lui l’ordine lo voleva, ma a spese degli altri, mica a spese sue; sulla clochard, l’unica vittima vera, ci siamo invece accaniti, e meno male che mi sono fermato in tempo, perché mi stava pure venendo una certa fantasia… Che a qualcun altro è già venuta, a dire la verità… Insomma, ‘sti mostri, ma perché non li chiudiamo in una bella doccia collettiva e apriamo i rubinetti?
Ecco, l’ho detto…

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