sabato 13 settembre 2008

SUVvia, ragioniamo!

di Cristiana Capagni
pubblicato da La Voce Democratica – 10-24 aprile 2008 con il titolo: “La crociata anti-Suv”

Lanciarsi a spada tratta contro un obiettivo solitamente non produce risultati positivi: sarebbe più utile e proficuo assumere un atteggiamento maturo, ponderare i pro e i contro in modo equilibrato e solo allora decidere di intervenire con cognizione di causa attuando interventi mirati alla concreta risoluzione del problema.
Viene in mente l’ultima isterica crociata contro i Suv (acronimo di Sport Utility Vehicle).
Con tale sigla si indicano quei veicoli che sono il risultato di un incrocio fra una grossa berlina da strada ed un fuoristrada puro (questi ultimi purtroppo spesso vengono confusi con i Suv, pur non essendolo). I Suv hanno la trazione integrale (cioè 4 x 4 fisso senza possibilità di esclusione), motori derivati dalle berline con alcuni degli accorgimenti che si utilizzano sulle fuoristrada - come ad esempio l’impermeabilizzazione dell’impianto elettrico e le sospensioni indipendenti - ma non tutti: ad esempio manca la ridotta, il che non è ininfluente nel caso ci si trovi ad affrontare una forte pendenza a pieno carico… in altre parole addio frizione!
Al di là degli aspetti puramente tecnici, vorremmo soffermarci su alcuni dati obiettivi: un Suv è un ibrido pubblicizzato come veicolo molto versatile che in realtà presenta dei limiti considerevoli. Infatti le prestazioni su terreni accidentati, sui quali con un Suv occorre una certa cautela, sono decisamente più scarse di quelle di un fuoristrada puro. Su strada ha la possibilità di raggiungere velocità ben oltre i limiti consentiti (cosa che un fuoristrada puro non può fare, essendo un veicolo lento) consumando molto ed inquinando altrettanto (cosa che fa in compagnia di una vastissima gamma di autoveicoli che però non vengono messi sotto accusa).
Considerate le due emergenze del nostro momento storico, indissolubilmente legate fra loro, ovvero la crisi energetica e l’inquinamento, viene dato di pensare che i Suv siano veicoli del tutto anacronistici: consumano troppo e troppo inquinano. Logica vorrebbe dunque che smettessero di essere prodotti e venduti. Dal momento che ciò non accade, che senso ha intraprendere una sterile lotta contro i proprietari di tali veicoli? Sarebbe decisamente molto più proficuo intervenire sulle case produttrici e parallelamente sull’opinione pubblica in generale mediante campagne informative. Le pressioni esercitate su questi due soggetti producono sempre effetti concreti, come dimostrano le tante campagne all’attivo di movimenti di consumatori, ecologisti, associazioni umanitarie ed altri. E’ del tutto inutile (ed incivile) prendersela singolarmente con i possessori di tali veicoli, così come a suo tempo era inutile (ed incivile) sporcare con la schiuma da barba o con il lancio di uova le pellicce delle signore che passeggiando avevano la sfortuna di incappare in un manipolo di esagitati animalisti. La battaglia contro il macabro tributo alla moda dell’utilizzo di pellicce animali segnò molti punti a suo favore quando si iniziò ad agire sull’opinione pubblica con pubblicità ad hoc da un lato, e protestando rumorosamente contro i rivenditori dall’altro.
Tornando a quella che è l’emergenza dei giorni nostri e che coinvolgendo il Pianeta in toto va ben oltre la sopravvivenza della specie, francamente riteniamo che occorra un serio ripensamento sul nostro modus vivendi ed una conseguente drastica riduzione dei consumi in generale.
Richiediamo informazioni veritiere ai nostri governi in merito a tutto ciò che è ambiente (si pensi, per dirne una, alla presa in giro del FAP, il filtro antiparticolato), facciamo pressioni perché si potenzi la ricerca di fonti alternative di energia e perché si faccia maggior ricorso alle energie rinnovabili, insistiamo perché venga potenziata la raccolta differenziata dei rifiuti ed il loro riciclo, esigiamo trasporti pubblici capillari ed efficienti, pretendiamo si installino pannelli solari in abitazioni, scuole, uffici e ospedali, richiediamo il divieto dell’aria condizionata ove non sia strettamente necessario (luoghi pubblici, attici, ospedali), pretendiamo una seria verifica delle emissioni di qualsiasi mezzo inquinante (dal ciclomotore alla caldaia), facciamo in modo che sia messa in atto una politica contraria al riscaldamento autonomo che - come dimostrano recenti studi - è più inquinante di quello centralizzato, promuoviamo l’abolizione delle insegne pubblicitarie luminose, il mantenimento e miglioramento del verde pubblico, il ripristino degli alberi abbattuti…. Dopo tutto questo e molto altro ancora, potremo anche prendercela con i Suv.

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