Con l'iniziale maiuscola, perché la speciazione si è fermata ad un solo esemplare, e quindi il nome della specie è anche nome proprio. Il Gattopuzzo è un animale un po' puzzola e un po' faina, una creatura dei boschi che si è urbanizzata. Uno spirito vagabondo che potreste incontrare, a vostra insaputa, in un bar o per la strada, a Roma come a Delhi. Sa mimetizzarsi molto bene nell'ambiente urbano, ma in fondo all'anima rimane uno spirito selvatico. Unico segno distintivo: il pelo grigio.
venerdì 9 gennaio 2009
Fuori luogo
Un paio di giorni prima di Natale, da Feltrinelli a Piazza Argentina, verso l’ora di chiusura, ad un certo punto vedo Gasparri. Sul momento ho pensato di essermi sbagliato: Gasparri in libreria? Si è perso, ha commentato Cristiana quando gliel’ho raccontato, oppure hai avuto le allucinazioni. Incedeva un po’ curvo, a scatti, con la capoccia in avanti e (giuro) la bocca semiaperta che si intravedeva la lingua, il che mi ha fatto dubitare, per un lungo momento, che si trattasse di Neri Marcorè che lo prendeva per i fondelli. Invece no, era proprio lui, in maglioncino a scacchi e pantalone di velluto, senza soprabito nonostante il freddo infame, come uno che è sceso da casa al volo per un’urgenza – tipo che s’era scordato le cipolle per il sugo e se n’era accorto quando i negozi stavano per chiudere – e qui sorge la domanda: un libro è addirittura un’urgenza per quest’uomo? Mica dovrò prendere atto di averlo sempre giudicato male, con la mia puzza sotto il naso di pseudointellettualoide di sinistra? Peccato non aver avuto la prontezza di riprendere la scena con il cellulare, su Youtube avrebbe spopolato, perché (giuro) Marcorè è fin troppo buono nel rappresentare questa autentica macchietta: lui di persona riesce molto peggio di come lo conciano gli imitatori. A fianco aveva una ragazzina bionda, avrà avuto un dodici anni, forse la figlia, che lo tampinava chiedendo qualche cosa; lui si è avvicinato a una commessa – fcufi, non è che me faprebbe di’ dove poffo trovare Cafonal? Ecco, adesso ho capito cosa ci facevi in libreria, mauri’…
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